ABITARE SENZA CONFINI

PROGETTI CAS E SPRAR

Interno 7

Alloggio ristrutturato nel 2017: Progetto CAS Centro di Accoglienza Straordinario per donne straniere.
Sono immaginati al fine di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti asilo. Ad oggi costituiscono la modalità ordinaria di prima accoglienza. Un’equipe multi-disciplinare di operatori garantisce supporto e accompagnamento di tipo giuridico, psicologico e sanitario, linguistico e professionale, a chi muove i primi passi nel nostro Paese.
Il primo impegno è quello di accompagnare i nuovi arrivati alle visite mediche, facilitare i contatti con la Questura e la Prefettura per il rilascio dei documenti, seguirli e prepararli per sostenere il colloquio di fronte alle Commissioni territoriali, che esaminano le richieste di asilo.
Nell’attesa di conoscere l’esito della propria domanda, gli ospiti hanno la possibilità di frequentare corsi di italiano e di formazione professionale, di iniziare tirocini e borse lavoro.
L’obiettivo della nostra accoglienza è garantire assistenza e protezione alla persona insieme agli strumenti necessari perché possa costruire il proprio progetto di vita.
La permanenza dei beneficiari dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza (Sprar).

Interno 8

Alloggio Progetto SPRAR per l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati.
Per favorire i processi di integrazione tra cittadini italiani e stranieri Casa Demiranda ha destinato un alloggio per l’accoglienza nell’ambito del programma Sprar.
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati
(SPRAR) è stato istituito dalla legge n. 189/2002 ed è costituito
dalla rete degli enti locali che – per la realizzazione di progetti di accoglienza di migranti forzati – accedono, nei limiti delle risorse
disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, gestito dal
Ministero dell’Interno e previsto nella legge finanziaria dello Stato.
A livello territoriale, il comune di Savona, attraverso l’ente gestore Fondazione Diocesana ComunitàServizi onlus che si avvale di un’equipe multi-disciplinare di operatori sviluppa interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola
distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure
di orientamento e accompagnamento legale e sociale, nonché la costruzione di
percorsi individuali di inclusione e di inserimento socio-economico.
Obiettivo principale dello SPRAR è la presa in carico della singola persona
accolta, in funzione dell’attivazione di un percorso individualizzato di (ri)conquista
della propria autonomia, per un’effettiva partecipazione al territorio, in
termini di integrazione lavorativa e abitativa, di accesso ai servizi del territorio, di
socializzazione.
I beneficiari sono coinvolti nelle attività del condominio e possono sfruttare l’esperienza dei lavoratori di comunità come occasione di conoscenza della realtà e come opportunità di integrazione con gli altri cittadini.